Sei un/a danzatore/danzatrice che ha scelto di far parlare i propri piedi. Per te, il palco non è solo un luogo dove muoverti, ma una tela sonora su cui dipingi ritmi e melodie. La danza Tap è la tua voce, il tuo strumento e la tua arte. Non si tratta di una semplice sequenza di passi, ma di un dialogo intimo con la musica e con chi ti circonda.
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In un’epoca in cui il valore del proprio lavoro e un’economia collaborativa sostenibile sono più importanti che mai, è fondamentale che tu, come professionista, ti appoggi a piattaforme che credono in un lavoro etico e in un impatto sociale positivo.
Ecco il manifesto del/la danzatore/danzatrice di Tap, per te che hai fatto del ritmo la tua vita.
Credo nel ritmo come lingua universale
Il mio lavoro non consiste solo nell’eseguire una coreografia. Io sono un/a musicista. I miei piedi sono le mie bacchette, le mie dita sono i miei martelletti. Il mio credo è:
- Ascoltare prima di danzare: Io non ballo sulla musica; io divento parte della musica. Ascolto le sfumature, il respiro del musicista e il groove del brano.
- Improvvisare è la mia voce: La mia arte vive nel momento. L’improvvisazione è il mio modo per esprimere chi sono, per dialogare con la band e per creare qualcosa di unico in tempo reale.
- Comporre con i piedi: Io non memorizzo solo dei passi. Li compongo, li arrangio e li interpreto. Ogni riff e ogni roll sono una mia espressione artistica.
Credo che il mio corpo sia il mio strumento e la mia storia
La mia professione richiede una dedizione totale. Non solo alleno i miei piedi, ma tutto il mio corpo. Il mio credo è:
- Rispettare il mio strumento: La mia salute fisica è la mia priorità. Proteggo le mie caviglie, le mie ginocchia e la mia schiena con la preparazione e la conoscenza. Un professionista non balla solo, si prende cura di sé per poter ballare a lungo.
- Onorare la tradizione: Io non ho inventato questa danza. La storia del Tap, da Bill “Bojangles” Robinson a Gregory Hines, è la mia ispirazione. Studio i maestri, i loro suoni e le loro storie, perché sono la linfa vitale della mia arte.
- Trovare il mio suono unico: Non voglio essere una copia. Studio i grandi per imparare, ma poi cerco il mio timbro, il mio tono. L’unicità è il mio valore più grande e il mio contributo a questa arte.
Credo che la mia carriera sia una sinfonia
La mia professione non è un lavoro solitario. È un’orchestra di collaborazioni, opportunità e crescita. Il mio credo è:
- La comunità è il mio palco principale: I miei contatti non sono solo una lista. Sono i musicisti con cui ho suonato, i danzatori con cui ho scambiato idee nelle Tap Jam, e gli/le studenti/studentesse a cui ho trasmesso la mia passione.
- Il mio portfolio è la mia composizione: Non è un curriculum. È una raccolta delle mie migliori performance dal vivo, delle mie improvvisazioni con band e dei miei lavori di coreografia.
- Il mio valore è il mio ritmo: Conosco il mio valore e chiedo un compenso equo. La mia arte è frutto di anni di dedizione e di studio, e deve essere rispettata.
Il mio manifesto per le audizioni e i colloqui
Quando mi presento per un’opportunità, non mi limito a rispondere alle domande. Le mie risposte sono un riflesso del mio credo.
- La domanda: “Parlaci della tua esperienza.” La mia risposta: “La mia esperienza è un dialogo continuo con la musica. Ho avuto l’opportunità di fare ‘trading fours’ con batteristi/batteriste, di improvvisare con pianisti/pianiste e di creare ritmi che si integrano con la melodia.”
- La domanda: “Cosa cerchi in una collaborazione?” La mia risposta: “Cerco un’opportunità che mi permetta di crescere come artista. Cerco un ambiente dove il mio suono sia valorizzato e dove ci sia un rispetto per la storia del Tap.”
I luoghi in cui il nostro ritmo vive
- New York, USA: La culla del Tap. Qui si respira la storia e si può imparare dai migliori. Broadway e le numerose scuole offrono infinite opportunità.
- Londra, Regno Unito: Un polo di eccellenza. La scena Tap londinese è vibrante e diversificata, con molti festival e workshop internazionali.
- Giappone: Il Giappone è diventato un centro di innovazione, con un’attenzione maniacale alla precisione ritmica. La comunità è forte e la qualità dei danzatori/danzatrici è altissima.
- Montreal, Canada: Una città che valorizza la creatività e l’improvvisazione. La scena del Tap è in crescita e ospita un festival di fama mondiale che attira danzatori/danzatrici da tutto il mondo.
La scelta migliore è quella che si allinea ai tuoi obiettivi personali e al tuo stile di vita, permettendoti di fare del tuo lavoro un vero e proprio lavoro etico.
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E ora non ti resta che metterti all’opera. Have a nice job!

